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Dal nostro blog

Orphan of femicide invisible victim

podcast Taci, Anzi PARLA!: puntata su Orphan of femicide invisible victim

Nella puntata del podcast Taci, Anzi PARLA! a cura della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna si parla del progetto Orphan of Femicide Invisible Victim. 
Orphan of femicide invisible victim

Quali tutele legali per orfane e orfani di femminicidio e le loro famiglie?

La Legge n.4/2018 prevede l’istituzione di presidi territoriali per gli orfani di femminicidio, con l’obiettivo di garantire informazione sui diritti e orientamento ai servizi disponibili, nonché misure di sostegno allo studio e all’inserimento lavorativo.
Orphan of femicide invisible victim

In ascolto di orfane e orfani di femminicidio

Nell'ambito del progetto Orphan of Femicide Invisible Victim, per questa campagna abbiamo scelto di mettere al centro la voce di orfane e orfani di femminicidio, con l'obiettivo di andare incontro ai loro bisogni. Guarda il video!
Orphan of femicide invisible victim

Perché è così difficile accedere ai fondi per orfane e orfani di femminicidio?

Solo 5 anni fa, con l’entrata in vigore della legge 4 del 2018, gli orfani e le orfane di femminicidio iniziano ad essere visibili. Questa legge introduce alcune tutele di tipo economico a favore delle figlie e dei figli che sono rimaste orfane, tuttavia è stato dimostrato che sono poche coloro che hanno potuto usufruirne. Perché? 

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Dal nostro archivio

Ceci n’est pas un femminicidio - giugno 2026

Abbiamo così tante cose importanti da dirvi.
Ci siamo interrogate a quali fra queste dare voce e risonanza nelle righe di questo appuntamento mensile e ci premeva iniziare con una comparazione.

Nel 1929 il pittore belga René Magritte dipinse una pipa e sotto ci scrisse: “Ceci n’est pas une pipe“, “Questa non è una pipa”.
Una provocazione pungente, una riflessione puntuale sul rapporto esistente tra parole, immagini e realtà. Davanti ai nostri occhi infatti c’è chiaramente una pipa, o meglio, c’è il disegno di una pipa. E dunque: affermare “questa non è una pipa” è semanticamente corretto?

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La commerciabilità del male - maggio 2026

Il femminicidio è l’esito estremo della violenza maschile contro le donne.
È la punta di un iceberg, fatto da alcune violenze più facilmente riconoscibili e da altre implicite, poco nominabili come tali, ma che permettono alla violenza maschile di perdurare e prolificare.

In Italia, ogni 3 giorni una donna muore uccisa perché donna per mano di un uomo.
È una conta atroce, spesso letta velocemente tra le tante notizie terribili del nostro tempo.
È un elenco purtroppo che non sembra volersi arrestare.
È una narrazione non sempre scritta correttamente ed eticamente.

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Resistere Ieri, Liberarsi Oggi - aprile 2026

In questi giorni di vigilia verso il 25 Aprile, nelle stanze dei nostri Centri Antiviolenza abbiamo riflettuto su una parola che ci accomuna alle donne che hanno fatto la Storia del nostro Paese: la scelta.

Il 25 Aprile non è per noi solo una data sul calendario.
È la memoria viva, collettiva ed irrinunciabile di chi ha scelto di non accettare una società violenta.
È un invito a non dare mai per scontato ciò che è stato conquistato.
È il ricordo di chi ha scelto di mettere a rischio la propria vita per la libertà.

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Diritto che vieni, diritto che vai - marzo 2026

Per la prima volta 80 anni fa, nel 1946, noi donne abbiamo conquistato un nuovo diritto, che siamo state chiamate ad esercitare pochi giorni fa: il diritto di voto.

Era il 10 marzo 1946 quando alle prime elezioni amministrative post-belliche fu permesso alle donne maggiorenni di votare i propri rappresentanti politici e le proprie rappresentanti politiche, avendo conquistato non solo il diritto di votare, ma anche quello di essere elette.
Il 2 giugno 1946 i cittadini e le cittadine italiane furono chiamate a votare al Referendum che vide nascere la Repubblica. In quell’occasione furono 21 le donne che presero parte ai lavori dell’Assemblea Costituente, le Madri Costituenti.

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Adesso il nostro dissenso è sufficientemente esplicito ed attuale? - febbraio 2026

Fin da bambine ci viene insegnato, in maniera più o meno esplicita, che ci dobbiamo proteggere dal “mostro”.
Impariamo, anche se nessuno ce lo dice chiaramente, che se torniamo a casa da sole (a qualsiasi età) è consigliabile chiamare o fingere di farlo e avere le chiavi tra le dita delle mani come strenua ultima difesa.
Ma purtroppo per noi, questo “mostro” non ha un chiaro identikit e alla fine scopriamo che può essere davvero chiunque.

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Che scelta è quella violenta? - gennaio 2026

Che mondo è quello in cui la violenza sembra essere sempre la scelta privilegiata?
Che società è quella in cui sparare ai cittadini e alle cittadine è un’opzione da poter percorrere?
Che speranza c’è per chi ogni giorno viene a conoscenza di stermini, guerre, invasioni? E che futuro (e presente) è immaginabile per chi invece le vive direttamente e sul proprio corpo?

La strada per una piena tutela dei diritti umani è ancora lunga e tortuosa.
Vedere con quanta facilità i diritti conquistati in passato vengano oggi calpestati ci fa tremare, anche se non ci fa fermare.

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