News & Eventi

Dal nostro blog

Orphan of femicide invisible victim

Perché è così difficile accedere ai fondi per orfane e orfani di femminicidio?

Solo 5 anni fa, con l’entrata in vigore della legge 4 del 2018, gli orfani e le orfane di femminicidio iniziano ad essere visibili. Questa legge introduce alcune tutele di tipo economico a favore delle figlie e dei figli che sono rimaste orfane, tuttavia è stato dimostrato che sono poche coloro che hanno potuto usufruirne. Perché? 
Orphan of femicide invisible victim

Quali sono le forme di tutela legale per gli orfani di femminicidio?

Ne abbiamo parlato con Marta Buti e Maria Grazia Russo, rispettivamente avvocata penale e avvocata civilista di Cerchi d'Acqua. Il gratuito patrocinio nei processi, il cambio del cognome, l'indennità a succedere, l'eredità, il sostentamento per famiglie affidatarie, il sequestro dei beni e le agevolazioni lavorative riservate a questi ragazzi sono i temi affrontati.
Orphan of femicide invisible victim

Cos’è la violenza assistita che subiscono orfane e orfani di femminicidio?

Riconoscere la violenza assistita è fondamentale per poter intervenire e proteggere le vittime. È importante porre attenzione e avere cura di bambine e bambini vittime di violenza assistita per dimostrare loro che non sono sole. La comunità ha il dovere di ascoltare, sostenere emotivamente e connettere le vittime a risorse specializzate.
Orphan of femicide invisible victim

Come glielo diciamo? Il supporto specialistico per le famiglie affidatarie dopo un femminicidio

Quale dolore affrontano, dopo la morte della mamma, le figlie e i figli di una donna morta per femminicidio? Come comunicare con loro riguardo alla sua uccisione per mano del padre o del patrigno? Come aiutarli ad ambientarsi nella nuova casa in cui vivranno? 

Le nostre newsletter

Dal nostro archivio

Noi viviamo ancora - settembre 2026

“Se avvenisse tra Paesi, la chiameremmo guerra.
Se si trattasse di una malattia, la definiremmo epidemia.
Di una perdita d’olio, lo definiremmo disastro.
Dato che accade alle donne, è solo una faccenda di tutti i giorni“

Quello che è successo questa estate nel nostro Paese, anche se per pochissimo tempo, ci ha tolto il fiato. Abbiamo però dovuto e voluto ritrovarlo subito per tornare ad essere il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce.

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Contrastare la violenza maschile sulle donne insieme - agosto 2026

Dal 2017 Cooperativa sociale Iside gestice un CUAV, un Centro per Uomini Autori di Violenza: GRU_Gruppo Responsabilità Uomini.
Davvero???
Davvero.

Come è possibile che una realtà che è sempre stata a fianco delle donne decida di occuparsi degli uomini?
Ma è proprio perché consapevoli di essere sempre state a fianco delle donne che abbiamo pensato che il nostro sguardo professionale potesse essere d’aiuto a decostruire una certa idea di mascolinità.

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Un’unica matrice per discorsi differenti - luglio 2026

Ci sono episodi che non rappresentano solo fatti di cronaca, ma che rappresentano a più disparati livelli un unico, forse ancora troppo implicito, discorso.

Le tante notizie che oggi vi riportiamo non sono fatti equivalenti, ma appartengono allo stesso continuum. Un continuum che riguarda un modello di maschilità che continua ad essere prodotto, legittimato e difeso dalla nostra società.
L’ultima rilevazione ISTAT sulla violenza contro le donne rileva e conferma ancora una volta ciò che i centri antiviolenza raccontano da anni: la violenza maschile non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale. Non riguarda uomini devianti né contesti marginali, ma attraversa la quotidianità, le famiglie, i luoghi di lavoro, le istituzioni.

Per questo oggi parlare di violenza maschile contro le donne dovrebbe significare parlare di maschilità.

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Ceci n’est pas un femminicidio - giugno 2026

Abbiamo così tante cose importanti da dirvi.
Ci siamo interrogate a quali fra queste dare voce e risonanza nelle righe di questo appuntamento mensile e ci premeva iniziare con una comparazione.

Nel 1929 il pittore belga René Magritte dipinse una pipa e sotto ci scrisse: “Ceci n’est pas une pipe“, “Questa non è una pipa”.
Una provocazione pungente, una riflessione puntuale sul rapporto esistente tra parole, immagini e realtà. Davanti ai nostri occhi infatti c’è chiaramente una pipa, o meglio, c’è il disegno di una pipa. E dunque: affermare “questa non è una pipa” è semanticamente corretto?

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La commerciabilità del male - maggio 2026

Il femminicidio è l’esito estremo della violenza maschile contro le donne.
È la punta di un iceberg, fatto da alcune violenze più facilmente riconoscibili e da altre implicite, poco nominabili come tali, ma che permettono alla violenza maschile di perdurare e prolificare.

In Italia, ogni 3 giorni una donna muore uccisa perché donna per mano di un uomo.
È una conta atroce, spesso letta velocemente tra le tante notizie terribili del nostro tempo.
È un elenco purtroppo che non sembra volersi arrestare.
È una narrazione non sempre scritta correttamente ed eticamente.

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Resistere Ieri, Liberarsi Oggi - aprile 2026

In questi giorni di vigilia verso il 25 Aprile, nelle stanze dei nostri Centri Antiviolenza abbiamo riflettuto su una parola che ci accomuna alle donne che hanno fatto la Storia del nostro Paese: la scelta.

Il 25 Aprile non è per noi solo una data sul calendario.
È la memoria viva, collettiva ed irrinunciabile di chi ha scelto di non accettare una società violenta.
È un invito a non dare mai per scontato ciò che è stato conquistato.
È il ricordo di chi ha scelto di mettere a rischio la propria vita per la libertà.

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Diritto che vieni, diritto che vai - marzo 2026

Per la prima volta 80 anni fa, nel 1946, noi donne abbiamo conquistato un nuovo diritto, che siamo state chiamate ad esercitare pochi giorni fa: il diritto di voto.

Era il 10 marzo 1946 quando alle prime elezioni amministrative post-belliche fu permesso alle donne maggiorenni di votare i propri rappresentanti politici e le proprie rappresentanti politiche, avendo conquistato non solo il diritto di votare, ma anche quello di essere elette.
Il 2 giugno 1946 i cittadini e le cittadine italiane furono chiamate a votare al Referendum che vide nascere la Repubblica. In quell’occasione furono 21 le donne che presero parte ai lavori dell’Assemblea Costituente, le Madri Costituenti.

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Adesso il nostro dissenso è sufficientemente esplicito ed attuale? - febbraio 2026

Fin da bambine ci viene insegnato, in maniera più o meno esplicita, che ci dobbiamo proteggere dal “mostro”.
Impariamo, anche se nessuno ce lo dice chiaramente, che se torniamo a casa da sole (a qualsiasi età) è consigliabile chiamare o fingere di farlo e avere le chiavi tra le dita delle mani come strenua ultima difesa.
Ma purtroppo per noi, questo “mostro” non ha un chiaro identikit e alla fine scopriamo che può essere davvero chiunque.

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Che scelta è quella violenta? - gennaio 2026

Che mondo è quello in cui la violenza sembra essere sempre la scelta privilegiata?
Che società è quella in cui sparare ai cittadini e alle cittadine è un’opzione da poter percorrere?
Che speranza c’è per chi ogni giorno viene a conoscenza di stermini, guerre, invasioni? E che futuro (e presente) è immaginabile per chi invece le vive direttamente e sul proprio corpo?

La strada per una piena tutela dei diritti umani è ancora lunga e tortuosa.
Vedere con quanta facilità i diritti conquistati in passato vengano oggi calpestati ci fa tremare, anche se non ci fa fermare.

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