News & Eventi

Dal nostro blog

Orphan of femicide invisible victim

Noi viviamo ancora, un podcast per rompere il silenzio

Abbiamo deciso di creare un podcast per parlare di quello che viene dopo un femminicidio. Perché ci sono figlie e figli di cui si parla troppo poco. Abbiamo scelto di partire dalle loro esperienze, dalle domande che restano aperte e da tutto ciò che accade dopo. Si chiama Noi viviamo ancora.

CAMBIA SGUARDO

CAMBIA SGUARDO è una campagna di sensibilizzazione realizzata all’interno del progetto “Rete Aiuto Donna” con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale e sociale nel contrasto alla violenza di genere.
Orphan of femicide invisible victim

Quali sono le attività di Accreditamento, Capacity building e Workshop realizzate nel progetto Orphan of Femicide Invisible Victim?

Le formazioni sono state svolte con l’obiettivo di costruire una rete di professionisti/e sempre più competenti e diffondere la conoscenza del progetto.
Orphan of femicide invisible victim

Il ruolo dei media nella violenza di genere

I media hanno una grande responsabilità: scegliere parole giuste, dare voce alle vittime senza colpevolizzarle, inquadrare la violenza nel suo contesto sociale. Ma anche chi legge, guarda o condivide può fare la propria parte!

Le nostre newsletter

Dal nostro archivio

Un’unica matrice per discorsi differenti - luglio 2026

Ci sono episodi che non rappresentano solo fatti di cronaca, ma che rappresentano a più disparati livelli un unico, forse ancora troppo implicito, discorso.

Le tante notizie che oggi vi riportiamo non sono fatti equivalenti, ma appartengono allo stesso continuum. Un continuum che riguarda un modello di maschilità che continua ad essere prodotto, legittimato e difeso dalla nostra società.
L’ultima rilevazione ISTAT sulla violenza contro le donne rileva e conferma ancora una volta ciò che i centri antiviolenza raccontano da anni: la violenza maschile non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale. Non riguarda uomini devianti né contesti marginali, ma attraversa la quotidianità, le famiglie, i luoghi di lavoro, le istituzioni.

Per questo oggi parlare di violenza maschile contro le donne dovrebbe significare parlare di maschilità.

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Ceci n’est pas un femminicidio - giugno 2026

Abbiamo così tante cose importanti da dirvi.
Ci siamo interrogate a quali fra queste dare voce e risonanza nelle righe di questo appuntamento mensile e ci premeva iniziare con una comparazione.

Nel 1929 il pittore belga René Magritte dipinse una pipa e sotto ci scrisse: “Ceci n’est pas une pipe“, “Questa non è una pipa”.
Una provocazione pungente, una riflessione puntuale sul rapporto esistente tra parole, immagini e realtà. Davanti ai nostri occhi infatti c’è chiaramente una pipa, o meglio, c’è il disegno di una pipa. E dunque: affermare “questa non è una pipa” è semanticamente corretto?

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La commerciabilità del male - maggio 2026

Il femminicidio è l’esito estremo della violenza maschile contro le donne.
È la punta di un iceberg, fatto da alcune violenze più facilmente riconoscibili e da altre implicite, poco nominabili come tali, ma che permettono alla violenza maschile di perdurare e prolificare.

In Italia, ogni 3 giorni una donna muore uccisa perché donna per mano di un uomo.
È una conta atroce, spesso letta velocemente tra le tante notizie terribili del nostro tempo.
È un elenco purtroppo che non sembra volersi arrestare.
È una narrazione non sempre scritta correttamente ed eticamente.

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Resistere Ieri, Liberarsi Oggi - aprile 2026

In questi giorni di vigilia verso il 25 Aprile, nelle stanze dei nostri Centri Antiviolenza abbiamo riflettuto su una parola che ci accomuna alle donne che hanno fatto la Storia del nostro Paese: la scelta.

Il 25 Aprile non è per noi solo una data sul calendario.
È la memoria viva, collettiva ed irrinunciabile di chi ha scelto di non accettare una società violenta.
È un invito a non dare mai per scontato ciò che è stato conquistato.
È il ricordo di chi ha scelto di mettere a rischio la propria vita per la libertà.

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Diritto che vieni, diritto che vai - marzo 2026

Per la prima volta 80 anni fa, nel 1946, noi donne abbiamo conquistato un nuovo diritto, che siamo state chiamate ad esercitare pochi giorni fa: il diritto di voto.

Era il 10 marzo 1946 quando alle prime elezioni amministrative post-belliche fu permesso alle donne maggiorenni di votare i propri rappresentanti politici e le proprie rappresentanti politiche, avendo conquistato non solo il diritto di votare, ma anche quello di essere elette.
Il 2 giugno 1946 i cittadini e le cittadine italiane furono chiamate a votare al Referendum che vide nascere la Repubblica. In quell’occasione furono 21 le donne che presero parte ai lavori dell’Assemblea Costituente, le Madri Costituenti.

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Adesso il nostro dissenso è sufficientemente esplicito ed attuale? - febbraio 2026

Fin da bambine ci viene insegnato, in maniera più o meno esplicita, che ci dobbiamo proteggere dal “mostro”.
Impariamo, anche se nessuno ce lo dice chiaramente, che se torniamo a casa da sole (a qualsiasi età) è consigliabile chiamare o fingere di farlo e avere le chiavi tra le dita delle mani come strenua ultima difesa.
Ma purtroppo per noi, questo “mostro” non ha un chiaro identikit e alla fine scopriamo che può essere davvero chiunque.

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Che scelta è quella violenta? - gennaio 2026

Che mondo è quello in cui la violenza sembra essere sempre la scelta privilegiata?
Che società è quella in cui sparare ai cittadini e alle cittadine è un’opzione da poter percorrere?
Che speranza c’è per chi ogni giorno viene a conoscenza di stermini, guerre, invasioni? E che futuro (e presente) è immaginabile per chi invece le vive direttamente e sul proprio corpo?

La strada per una piena tutela dei diritti umani è ancora lunga e tortuosa.
Vedere con quanta facilità i diritti conquistati in passato vengano oggi calpestati ci fa tremare, anche se non ci fa fermare.

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